Disponibile in formato audio. Ascolta
Questo è solo un estratto. Leggi l'articolo originale.
Il regolamento della Lega Nazionale Dilettanti (LND) per i campi in erba sintetica rappresenta un fondamentale punto di riferimento per la realizzazione e la certificazione di questi impianti sportivi. L'obiettivo principale è garantire qualità, sicurezza e sostenibilità, stabilendo specifici standard di progettazione e materiali da utilizzare. Introdotto nel 2004, il regolamento si articola in tre fasi certificate durante la fase di realizzazione o ristrutturazione di un campo di calcio: un parere preventivo sul progetto, il collaudo del sottofondo e l'omologazione finale del manto erboso.
Nella progettazione dei campi, particolare attenzione è dedicata ai sottofondi e ai sistemi di drenaggio, in modo da ridurre sia l'impatto ambientale che i problemi di allagamento. L'uso di materiali plastici per l'impermeabilizzazione può, però, entrare in disaccordo con le normative sull'invarianza idraulica, ponendo la necessità di considerare alternative sostenibili, come materiali innovativi che favoriscano il riutilizzo e il riciclo alla fine del ciclo di vita del campo.
Tra le principali preoccupazioni ambientali legate ai campi sintetici vi è l'uso dell'intaso in gomma, che può liberare sostanze chimiche nocive e metalli pesanti come lo zinco, superando i limiti impostati dalle linee guida internazionali. Questa problematica apre la strada alla ricerca di soluzioni alternative, come gli intasi organici vegetali, che, sebbene richiedano integrazioni con materassini elastici per migliorare la capacità di assorbimento degli urti, rappresentano un'opzione più rispettosa dell'ambiente.
Parallelamente, si eleva il dibattito sollevato dall'Associazione Medica della Contea di Santa Clara di California, che sconsiglia l'uso dell'erba sintetica per i rischi potenziali sulla salute umana e l'ecosistema. Oltre alla questione del rilascio di sostanze tossiche, i campi in erba sintetica possono contribuire all'effetto isola di calore urbana, alterando le temperature locali nei mesi caldi. Inoltre, riguardo agli infortuni sportivi, i campi sintetici hanno mostrato un maggiore rischio di lesioni rispetto a quelli in erba naturale o ibrida, in virtù della loro differente capacità di assorbimento degli impatti.
Infine, lo smaltimento dei materiali sintetici costituisce un ulteriore elemento di critica. A differenza dell'erba naturale, l'erba sintetica non è biodegradabile e il suo smaltimento si rivela antieconomico ed ecologicamente dannoso. Questi fattori evidenziano l'urgenza di aggiornare il regolamento della LND, integrando nuove evidenze scientifiche, espandendo i controlli anche ai campi da gioco in erba naturale e terra battuta e promuovendo l'utilizzo di materiali alternativi che rispettino la sostenibilità ambientale.
In conclusione, la gestione dei campi in erba sintetica solleva questioni complesse che richiedono soluzioni multidisciplinari. La collaborazione tra la Lega Nazionale Dilettanti e le autorità competenti è essenziale per aggiornare le normative, garantire il benessere degli atleti e la salvaguardia dell'ambiente, promuovendo pratiche più sostenibili per il futuro dello sport e della salute pubblica.
Il tema della regolamentazione dei campi da gioco in erba sintetica è di grande rilevanza, soprattutto in considerazione delle problematiche ambientali e della salute pubblica associate all'uso di materiali come l'intaso in gomma. Di seguito, un'analisi approfondita del regolamento LND e delle questioni correlate.
La Lega Nazionale Dilettanti (LND) ha stabilito un regolamento dettagliato per la realizzazione e la certificazione dei campi da gioco in erba sintetica. Il regolamento è volto a garantire la qualità, la sicurezza e la sostenibilità delle strutture, definendo i requisiti minimi per la progettazione, le procedure di controllo, le caratteristiche dei materiali impiegati, le tecniche di installazione e i requisiti essenziali per il sottofondo e le prestazioni del manto erboso.
Sin dalla sua prima edizione nel 2004, il regolamento ha rappresentato un modello di eccellenza per la progettazione, l'implementazione e i controlli da effettuare nelle diverse fasi del progetto, attraverso tre procedure specifiche e dettagliate: il parere preventivo sul progetto, il collaudo del sottofondo appena realizzato e la omologazione del sistema manto a campo ultimato.
La questione dei sottofondi a drenaggio orizzontale nei campi di calcio è complessa e coinvolge vari aspetti ambientali e tecnici. Da un lato, l'uso di materiali per la stabilizzazione del terreno esistente può ridurre l'impatto ambientale legato allo scavo e all'acquisto di nuovi inerti. Dall'altro, l'implementazione di guaine e materassini drenanti è fondamentale per garantire un adeguato scorrimento dell'acqua, evitando problemi di accumulo e di erosione superficiale.
Tuttavia, l'uso di materiali plastici per l'impermeabilizzazione del terreno può entrare in conflitto con le normative sull'invarianza idraulica e le politiche di riduzione dei rifiuti di plastica. In un contesto come quello di un campo di calcio, che ha una vita utile limitata, è fondamentale considerare le implicazioni a lungo termine di tali scelte progettuali.
Una possibile soluzione potrebbe essere l'adozione di materiali alternativi e sostenibili o sistemi di drenaggio innovativi che riducano la necessità di plastiche permanenti. Inoltre, è importante esplorare tecnologie di riutilizzo e riciclo dei materiali a fine vita del campo che richiedono un consumo energetico ridotto, in modo da minimizzare l'impatto ambientale e rispettare le normative vigenti.
In sintesi, la progettazione di sottofondi per campi di calcio deve bilanciare esigenze tecniche, normative e ambientali, cercando soluzioni che siano sostenibili e che favoriscano un uso responsabile delle risorse e dei consumi energetici.
1. Standard di Realizzazione e controlli
Il regolamento LND richiede che i campi da gioco siano progettati e realizzati secondo specifiche tecniche che comprendono:
- La progettazione: Deve considerare una delle tipologie di sottofondo che includa un sistema di drenaggio e irrigazione, in conformità con le specifiche relative ai sistemi di erba sintetica stabilite nel regolamento.
- Il sottofondo drenante: Deve essere progettata per garantire un drenaggio adeguato e la stabilità del campo.
- Sistemi di erba sintetica ed intasi: L'erba sintetica deve soddisfare determinati requisiti di resistenza e durata.
2. Certificazione
I campi da gioco devono essere certificati da tecnici LND oppure da laboratori affiliati, che verificano la conformità ai requisiti stabiliti dalla LND. Tuttavia, la questione dell'intaso in gomma solleva interrogativi sulla reale efficacia delle certificazioni
Recenti studi hanno messo in luce che l'intaso in gomma, derivante dalla triturazione di copertoni post-consumo, può rilasciare sostanze tossiche nell'aria (Composti Organici Volatili) e metalli pesanti, tra cui zinco, nelle acque. Questo è particolarmente preoccupante:
- Impatto Ambientale: La presenza di sostanze tossiche nei copertoni post-consumo e nei rifiuti provenienti dai campi in erba sintetica rappresenta un serio rischio per l'ambiente e la salute umana.
- Rilascio di Zinco: Le analisi hanno dimostrato che i livelli di zinco possono superare di 2-3 volte i limiti stabiliti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), classificando il materiale come eco-tossico (classe HP14).
Il paradosso dei campi con intaso in gomma è significativo: mentre l'intaso in gomma è certificato per l'installazione, diventa eco-tossico al momento dello smaltimento. Questo porta a una contraddizione che necessita di una revisione urgente del regolamento alle pratiche di gestione dei materiali utilizzati nei campi da gioco.
Tradizionalmente, l'intaso in gomma riciclata è stato ampiamente utilizzato, ma la sua sostenibilità è ora sotto esame. Gli intasi organici vegetali offrono un'alternativa che diminuisce l'impatto ambientale; tuttavia, sulla base dell'esperienza accumulata, è necessario integrarli con un materassino elastico, poiché tendono a compattarsi o frantumarsi, compromettendo così la loro capacità di assorbire gli urti.
È evidente che il regolamento LND, in vigore dal 2018, necessiti di un aggiornamento perché è passati 6 anni e sono cambiate molte cose. E' urgente pubblicare una nuova versione che deve:
- Includere nuove evidenze scientifiche: Le ricerche recenti devono essere integrate nel regolamento per garantire la sicurezza e la sostenibilità dei materiali utilizzati.
- Espandere i controlli e le verifiche: Le pratiche di manutenzione e gestione dei campi da gioco, comprese le alternative all'intaso in gomma, devono essere riviste e ampliate. La frequenza delle verifiche deve divenire per lo meno annuale.
- Promuovere materiali alternativi: Incentivare l'uso di intasi ecologici e sostenibili, come materiali naturali o sintetici non tossici, per ridurre l'impatto ambientale.
- Verificare la conformità del progetto al nuovo codice degli appalti: il parere preventivo deve attestare che il progetto rispetti i principi e i requisiti stabiliti dal nuovo codice degli appalti, in relazione al campo da gioco e al sottofondo.
- Integrare i campi in erba naturale e terra battuta: Anche se è difficile standardizzare un terreno di gioco naturale, è comunque possibile definire alcuni requisiti di qualità minima. Ad esempio, si possono valutare la copertura in erba naturale all'inizio della stagione e in una fase intermedia, la morbidezza del terreno tramite il martello di Clegg, la stabilità della cotica e il rimbalzo della palla, tutti test facilmente eseguibili.
Il dibattito sull'uso dell'erba artificiale rispetto a quella naturale è diventato sempre più rilevante, soprattutto alla luce delle recenti considerazioni espresse dall'Associazione Medica della Contea di Santa Clara (SCCMA) il 10 giugno 2024 nel white paper "Policy Recommendation on the Use of Artificial Turf on Landscapes, Schools and Playing Fields".
La SCCMA ha sollevato preoccupazioni significative riguardo ai potenziali danni che l'erba artificiale potrebbe causare sia alla salute umana sia all'ambiente, suggerendo che soluzioni alternative rappresentino una scelta più sostenibile e sicura. Si tratta di un argomento che merita un'analisi approfondita, poiché le implicazioni delle scelte che facciamo oggi in termini di materiali e tecnologie possono avere effetti duraturi sull'ecosistema, sul nostro benessere e soprattutto sulla nostra salute.
Uno dei principali punti sollevati dalla SCCMA riguarda la contaminazione da plastica e sostanze chimiche associata all'uso dei granuli in gomma provenienti dalla triturazione dei pneumatici post-consumo perché possono rilasciare sostanze chimiche nocive nell'ambiente. Uno studio pubblicato su Environmental Science & Technology ha evidenziato come i campi in erba sintetica possano contenere metalli pesanti e composti organici volatili che, nel tempo, possono infiltrarsi nel terreno e nelle falde acquifere, rappresentando un rischio per la salute pubblica.
Oltre a questo, l'erba artificiale può contribuire all'aumento delle temperature urbane, un fenomeno noto come "isola di calore urbana". Le superfici sintetiche tendono ad assorbire e trattenere il calore più delle superfici naturali, contribuendo così a innalzare le temperature locali. Questo non solo rende gli ambienti urbani meno vivibili durante i mesi estivi, ma può anche avere effetti negativi sulla salute, specialmente per le persone più vulnerabili come bambini e anziani (Fonte: Journal of Urban Climate).
Per quanto riguarda gli infortuni sportivi, alcuni studi hanno stabilito che giocare su superfici artificiali aumenta il rischio di lesioni rispetto ad altre soluzioni come l'erba naturale o quella ibrida. Una ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicine ha rilevato un'incidenza maggiore di infortuni legati alla torsione su campi in erba sintetica, a causa della minore capacità di assorbimento degli impatti di queste superfici rispetto a quelle naturali.
Un altro aspetto critico è lo smaltimento dell'erba artificiale alla fine del suo ciclo di vita. A differenza dell'erba naturale, che è biodegradabile, o di quella ibrida che ha una vita doppia rispetto a quella artificiale ed è potenzialmente riutilizzabile, l'erba artificiale impone problematiche di smaltimento non indifferenti e dunque antieconomici. Infatti, contribuisce all'accumulo di rifiuti plastici aggravando ulteriormente l'inquinamento ambientale. La sostituzione di superfici artificiali con erba naturale, come raccomandato dalla SCCMA, o ibrida riduce significativamente l'impatto ambientale legato ai costosi processi di smaltimento.
È importante considerare i costi ambientali diretti e indiretti associati all'uso dell'erba artificiale. Questi includono l'energia necessaria per la produzione e l'installazione, l'uso di risorse non rinnovabili e l'impatto ambientale complessivo. L'erba naturale, al contrario, contribuisce positivamente all'ecosistema urbano, migliorando la qualità dell'aria, riducendo il calore urbano e in alcuni casi fornendo habitat per la fauna locale.
Le considerazioni della SCCMA sottolineano l'importanza di adottare un approccio precauzionale per la protezione della salute pubblica e dell'ambiente. Adottare soluzioni alternative rispetto all'erba artificiale non solo può ridurre i rischi per la salute e l'ambiente, ma rappresenta anche una scelta più sostenibile a lungo termine. È essenziale che le comunità e i le amministrazioni prendano in considerazione queste evidenze scientifiche per garantire un futuro più sicuro e sostenibile per le generazioni presenti e a venire.
La questione relativa ai campi da gioco in erba sintetica è complessa, e numerosi studi, come evidenziato nella lettera aperta dei medici californiani, mettono in luce numerosi aspetti negativi. Inoltre, le norme di eco-sostenibilità sono integrate nel nostro codice degli appalti, rendendo necessario un approccio multidisciplinare che prenda in considerazione non solo gli aspetti tecnici, ma anche quelli ambientali e di salute pubblica. È cruciale che la Lega Nazionale Dilettanti e le autorità competenti collaborino per aggiornare le normative, assicurare la sicurezza degli atleti e tutelare l'ambiente. L'adozione di pratiche più sostenibili e responsabili è fondamentale per il futuro dello sport e della salute collettiva.